Come esplorare Marrakech in 2 giorni e mezzo (Parte 1)
- Elena Balleri

- 4 set 2023
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 22 ott 2023

Marrakech è una città dal nome sognante, che riporta alla mente visioni di mercati orientali, odori di spezie, incantatori di serpenti e venditori di tappeti.
La “città rossa”, come la terra che la circonda, offre tutto questo ed anche di più.
Fondata nel 1062, città imperiale sotto diverse dinastie, per secoli fu crocevia di persone e merci; qui non solo potrete dedicare alcuni giorni alla visita delle bellezze storico culturali ma potrete anche organizzare escursioni verso i deserti poco distanti o nei palmeti che la circondano.
Ci troviamo in una zona semi-desertica dove piove per pochissimi giorni all’anno, ecco perché la vita si svolge prevalentemente all’aperto, nel Souk, in piazza Jemaa el-Fnaa o sui tetti dei Riad. Con il dedalo di viuzze della Medina, i suoi hammam, gli artigiani al lavoro e la varietà culturale vi sembrerà di entrare in una dimensione passata quando la città fungeva da punto di approdo per carovane di mercanti.
Oggi la città punta sul turismo perché ha innegabilmente tanto da offrire e lo fa accostando alla tradizione diverse contaminazioni occidentali. A mio avviso però questo mix non stona affatto e la visita della città vi farà sentire da un lato immersi in una cultura totalmente diversa, ma dall’altro coccolati da servizi di elevato livello. Un viaggio esotico ma anche semplice quindi. Che ne dite perdiamo la rotta a Marrakech? Ecco cosa troverete in questo articolo:
E se volete scoprire la seconda parte di questo fantastico itinerario continuate a leggere Come esplorare Marrakech in 2 giorni e mezzo (Parte 2)
Giorno 1
Il benvenuto di Marrakech

La partenza all’alba ci permette di arrivare a Marrakech molto presto e di sfruttare bene la giornata. Avendo già prenotato i nostri alloggi dall’Italia, avevamo anche richiesto il pick up dall’aeroporto (€ 15). Non lo facciamo mai a dire il vero, solitamente ci arrangiamo noi con un taxi o altro. Tuttavia per il Marocco ci siamo sentiti più tranquilli con un passaggio sicuro fino al nostro Riad per avere quantomeno il tempo di “acclimatarci” alla cultura marocchina (non siamo dei bravi contrattatori… più avanti lo capirete!)
Già percorrendo la strada dall’aeroporto alla Medina, il centro storico della città, mi sorprendo dell’ordine che c’è per le strade del centro. Chissà forse mi aspettavo un posto più disordinato, più confusionario, invece infine l’ho trovato ordinato nel suo caos!
Entrati nel nostro Riad (Riad Dar Saad) ci immergiamo in un’atmosfera quasi surreale. Ebbene sì, i Riad sono luoghi di pace per eccellenza; la facciata delle case è tipicamente lineare, senza finestre, solo una piccola porta che conduce ad un’oasi di silenzio. Ci spiegherà poi la nostra guida che proprio nella cultura marocchina e musulmana in generale la suddivisione tra vita pubblica e sfera privata è alla base di tutte le tradizioni e usanze; i motivi stanno nell’importanza della privacy ma anche nella volontà di non generare invidia con ciò che si possiede. Beh il nostro Riad doveva certamente essere di qualcuno che se la passava bene!
Ad oggi molto spesso questi luoghi sono acquistati da europei che li ristrutturano rispettando, come nel caso del Dar Saad, lo stile originale e ne fanno boutique hotel per viaggiatori. Io vi posso solo dire che, date le cifre assolutamente abbordabili, vale la pena di provarne uno. Come da tradizione il benvenuto in Riad ci viene dato con un tè caldo e dolcetti arabi, una coccola molto gradita per rifocillarci dal viaggio. Il tè alla menta è un vero e proprio must in Marocco e offrirlo all’arrivo è un gesto di accoglienza a cui tengono molto.
Visita del Souk più grande del Marocco
Ad attenderci in perfetto orario la nostra guida per la visita della città. Anche questa è una novità per noi; non avevamo mai ingaggiato un accompagnatore ma devo dire che è stato molto utile in particolare in questa città che può risultare a primo impatto un po’ difficile da visitare per via del dedalo di viuzze e stradine in cui è facile perdere un po’ l’orientamento; inoltre andare in giro con una persona del posto ti consente di osservare cose che non avresti osservato in autonomia, piccole chicche.
Addentrandoci subito nel Souk, per esempio, ci fa notare come a tutti gli angoli si possano trovare piccole postazioni per la preparazione del tè, ci fa assaggiare alcuni prodotti locali come il Msemmen, un pane sfogliato simile ad una crêpe e il Khobz classico pane bianco marocchino, ci spiega cosa erano anticamente i fondouk (i caravanserragli medioevali), ci porta a pranzare in un posto da veri local dove non esistono le posate!

Inoltre, ci consiglia alcuni posti per fare acquisti, ma assolutamente senza insistenza; in verità eravamo stati noi a dirgli che eravamo intenzionati ad acquistare qualcosa di tipico da portare a casa e lui ci ha “indirizzato” verso sue conoscenze! Ho acquistato subito un paio di ciabattine in cuoio (ne troverete di mille forme e colori, una zona dei Souks è proprio specializzata in ciabatte, soprattutto nelle tipiche babouche colorate), poi abbiamo preso il Fez, il copricapo rosso con nappina, ed infine ci siamo lasciati “convincere” dal venditore di tappeti, d’altronde non potevo tornare dal Marocco senza un bel tappetto! La guida ci ha spiegato che quel negozio aveva prezzi “imposti” e che quindi salvo un po’ di trattativa, che abbiamo provato a condurre, il valore sarebbe stato all’incirca quello giusto. Non so se abbiamo fatto un affare o meno ma ci siamo fidati e va bene così. Tant’è che il tappeto adesso è al centro del nostro salotto con nostra grande soddisfazione! Tra l’altro ci hanno risolto tutti i problemi logistici, facendocelo recapitare nel successivo Riad dove avremmo alloggiato dopo i 3 giorni di gita nel deserto del Sahara, impacchettato in modo da poterlo facilmente infilare nella valigia!
Al di là dell’acquisto in sé, è stata un’esperienza immersiva perché una volta presentati dalla nostra guida, il titolare del negozio ci fa accomodare al piano superiore dove ci offre una tazza di tè alla menta (ovvio no?!) ed a quel punto sfodera le sue doti da venditore iniziando a srotolarci davanti una serie interminabile di tappeti con tanto di spiegazioni (in italiano!) sulle tecniche di realizzazione e sui differenti stili. Ce n’era una varietà infinita di motivi, colori, a pelo lungo, a pelo corto, berberi, ebrei, kilim etc. Vi lascio il nome del negozio se siete interessati: Dar Bouchaib.
Proseguiamo la passeggiata verso la zona dove si lavorano le pelli e poi verso quella dove si lavorano i metalli, imperdibili, e infine verso le zone commerciali dove si trova davvero qualsiasi cosa: lampade, specchi, scarpe, borse, piatti, tappeti, spezie e di tutto e di più!

Dovete sapere che il Souk di Marrakesh è in realtà costituito da tanti mercati suddivisi per tipologia di prodotti; tuttavia cercare di delimitarli e distinguere uno dall’altro sarebbe cosa impossibile. Vi accorgerete di aver “cambiato” Souk quando inizierete a notare che il prodotto esposto fuori dai negozi è differente da quello che avevate visto 10 minuti prima! Impossibile pianificare il percorso o seguire una mappa, google maps non vi sarà di aiuto, dovrete solo lasciarvi trasportare dal flusso e svoltare ogni qualvolta siate ispirati.
CONSIGLIO! Qui tutti vogliono vendere, ovvio, quindi useranno qualsiasi espediente per fermarvi o richiamare la vostra attenzione. Se non siete interessati mostratevi decisi e proseguite dritto, se siete interessati invece preparatevi ad una lunga trattativa che potrà finire anche con l’inseguimento dopo che ve ne sarete andati dicendo di no all’ultimo prezzo proposto dal venditore; tranquilli fa tutto parte del gioco!
Insomma, la visita dei Souk è qualcosa di imperdibile! Il nostro giro prosegue poi con la parte storico-culturale e la visita ai principali siti della città.
Madrasa Ben Youssef e Tombe Saadiane

La Madrasa Ben Youssef è la scuola coranica più grande del Marocco, l’edificio costruito nel XVI secolo poteva ospitare fino a 900 studenti. Essa chiuse i battenti come scuola nel 1960 per essere riaperta nel 1982 come sito storico. Colpisce per l’architettura arabo-andalusa, riccamente decorata con piastrelle smaltate, versetti del Corano intarsiati sulle pareti, la sua piscina e il porticato. Ai piani superiori è possibile vedere le stanze austere in cui vivevano gli studenti e affacciarsi sul cortile centrale.
CONSIGLIO! Andare molto presto la mattina, per evitare il super affollamento dei visitatori.

Mausoleo della dinastia di Ahmad al-Mansur al-Dahabi, le Tombe Saadiane risalenti al XVI secolo sono forse il sito più impressionante della città, il sultano fece erigere questo gioiello nel XVI secolo e non badò a spese, utilizzando marmo di Carrara e oro puro per gli stucchi, soprattutto per la sala delle dodici colonne dove si trova la sua tomba e quella dei suoi figli.
Pochi anni dopo la sua morte un suo successore della dinastia Alawide fece sigillare le tombe per cancellare le tracce dei Saaditi e così questa opera incredibile restò dimenticata fino al 1917 quando grazie ad alcune fotografie aeree scattate nell’area si riscoprì questo tesoro nascosto.
Palazzo El Bahia
Il palazzo di costruzione recente, siamo a metà ‘800, è un sontuoso esempio di architettura marocchina; i migliori artigiani marocchini e andalusi lavorarono alla sua costruzione per quattordici anni; "Bahia" ovvero la Bella si pensa si riferisca alla moglie preferita di Ba Ahmed, Gran Visir e sponsor del palazzo.
Sfoggia decorazioni da pavimento a soffitto, legni di cedro e incredibili giardini tipici dei Riad, la casa tradizionale marocchina, oltre ad un Harem che ospitava le 4 mogli e 24 concubine del Visir. E’ visitabile solo in parte ma vale di sicuro la pena.
La visita si conclude qui e dopo un pit stop in Riad per una doccia usciamo per cena.
Dovete sapere che a Marrakech la maggior parte dei ristoranti ha una terrazza sul tetto da cui si gode di una spettacolare vista su tutta la città, il posto dove abbiamo cenato non era degno di nota ma dopo cena andiamo a bere una birra al Cafè Arabe (attenzione che non in tutti i locali si trovano alcolici siccome per i musulmani l’alcool è vietato!), un caffè dall’atmosfera frizzante e frequentato da turisti internazionali.
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