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Come esplorare Marrakech in 2 giorni e mezzo (Parte 2)

  • Immagine del redattore: Elena Balleri
    Elena Balleri
  • 19 set 2023
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 21 ott 2023



Dopo un primo giorno a Marrakech ricco di esperienze e visite a posti affascinanti (da scoprire nel mio post precedente Come esplorare Marrakech in 2 giorni e mezzo (Giorno 1), proseguiamo con la seconda parte del nostro itinerario:

Giorno 2


Jardin Majorelle e Palazzo El Badi

Sveglia presto, colazione in Riad con pane msemmen, crepes, pancake e marmellate e prendiamo un taxi per andare a visitare il Jardin Majorelle. CONSIGLIO! prenotate on line (jardinmajorelle.com) per evitare le lunghe file all’ingresso (ve lo consiglio vivamente!).


I giardini furono opera di Jacques Majorelle un pittore francese che negli anni ’20 si trasferì nella Medina e qui stabilì il suo studio artistico, iniziando a trasformare l’allora palmeto in un giardino botanico con le più svariate piante provenienti da tutto il mondo. Successivamente dipinse tutte le pareti della villa dell’iconico blu Majorelle che divenne colore globalmente riconosciuto! Alla sua morte negli anni ’60 il giardino venne abbandonato fino al 1980 quando Yves Saint Laurent e Pierre Bergè lo acquistarono per farne la loro dimora a Marrakech.

Potete acquistare il biglietto solo per i giardini o il combinato con museo berbero (che si trova all’interno della villa) e museo di YSL. Noi abbiamo fatto solo i giardini ma con il senno di poi credo che visitare tutto il complesso sarebbe stato interessante. Se avete tempo vi consiglio di non restare con la curiosità come ho fatto io! Da qui con un altro taxi torniamo verso il centro (a dire il vero non so come funzioni il trasporto pubblico, ma per qualche euro, ricordatevi di trattare, abbiamo preferito velocizzare gli spostamenti usando un taxi).


Dedichiamo il resto della mattinata alla visita di Palazzo El Badi, o a ciò che rimane del grandioso edificio fatto costruire dal sultano Ahmad al-Mansur al-Dhahabi della dinastia Saadiana nel XVI secolo. Le dimensioni sono considerevoli, ma dopo il saccheggio e l’abbandono negli anni successivi alla fine della dinastia Saadiana, restano solo poche rovine abitate da colonie di cicogne. Degno di nota il Minbar qui conservato: il pulpito della Moschea di Koutoubia intagliato in legno di cedro, con intarsi e incisioni eseguiti nel XII secolo a Cordoba.

Una visita è comunque interessante, immaginando la grandezza e magnificenza dell’epoca.


Piazza Jemaa el-Fna


Ora dedichiamo finalmente un pò di tempo alla famosa piazza Jemaa el-Fna, da cui siamo già passati diverse volte nel nostro girovagare ma dove non abbiamo ancora avuto l’occasione di fermarci.

La piazza, cuore pulsante delle città, ha qualcosa di davvero unico. Oltre al fatto di essere gigantesca, di giorno è occupata da banchi che vendono frutta secca e frutta fresca, donne che fanno l’hennè e incantatori di serpenti.


Partiamo dall’hennè, che ovviamente non potevo non fare! E’ stata di sicuro un’esperienza sia il farselo fare li seduta in piazza dalla simpatica signora che averlo per il resto del viaggio ma purtroppo è durato davvero poco (una settimana scarsa!)


Parliamo dei serpenti invece, in giro per la piazza ci sono questi incantatori che ti propongono la foto con il serpente porgendotelo davanti agli occhi! Considerate che io ho una vera e propria fobia per i serpenti, potete immaginarvi l’ansia!

Purtroppo, c’è da dire che oltre ai serpenti c’erano delle povere scimmiette chiuse in gabbia sotto il sole, e che comunque in generale il trattamento degli animali non è ottimale in questi paesi. Questo può urtare la sensibilità di qualcuno compresa la mia, ma purtroppo bisogna farsene una ragione perché gli standard sono molto differenti da paese a paese.

Quando scende la sera, invece, gli incantatori di serpenti lasciano spazio ad infinite file di banchetti specializzati in street food che servono, oltre a tante altre specialità, anche un piatto molto particolare (solo per i più temerari): la testa del montone tutta intera!

Un’altra porzione della piazza è invece dedicata a coloro che noi chiameremmo “artisti di strada”. Jamal El Fna diventa un vero e proprio teatro a cielo aperto in cui potrete trovare suonatori, danzatori ma anche cartomanti, cantastorie e banchetti per il gioco. La piazza è gremita di gente del posto oltre che di turisti, sembra davvero che tutta la Medina si riunisca qui.


Place des Épices

Proseguiamo il nostro gironzolare dirigendoci verso Place des Épices, altra parte iconica del Souk con i suoi negozi di spezie e i venditori di borse in paglia per fermarci a pranzare allo Shtatto altra terrazza panoramica piuttosto famosa, con atmosfera occidentale, piatti light e cocktail interessanti. Da qui sentiamo il richiamo del Muezzin che invita i fedeli alla preghiera. È un rumore a cui dovrete fare l’orecchio perché lo sentirete dappertutto e per 5 volte al giorno. Prendetevi il tempo per ascoltare davvero, ricordatevi che il viaggio è fatto di vista ma anche di odori, gusti e suoni che rimarranno impressi nei vostri ricordi!


Ci rituffiamo in strada seguendo un “butta dentro” fino alla zona dei tintori dove troverete appesi in aria i fili di lana colorati ad asciugare, ci infiliamo in un forno per vedere come fanno il pane e in un fundouk ad osservare artigiani che realizzano borse, in attesa del nostro appuntamento per l’esperienza dell’hammam.


Sì, perché non potete venire in Marocco senza farvi un Hammam, il bagno tradizionale.

Io ho scelto di fare un'esperienza autentica, in un hammam che accetta turisti ma è anche frequentato da persone del posto, riservando il posto al Hammam Mouassine, struttura storica in attività dal 1562.

A Marrakech troverete un’infinità di proposte più vicine agli standard occidentali, dove il trattamento sarà eseguito in uno spazio privato, come in una sorta di SPA.

Io volevo invece provare un’esperienza più genuina e senz’altro l’ho trovata; diciamo che è necessario lasciare fuori dalla porta pudore e l’idea classica di un trattamento in SPA e godersi l’esperienza senza preconcetti.

Se volete approfondire come funziona un hammam leggete il post Il rituale dell’Hammam in Marocco.


La giornata si conclude con cena nello spettacolare contesto del Dar Cherifa, un antico riad del XVI secolo che oggi ospita non solo un albergo di lusso ma anche un elegante ristorante. Arrivarci non è semplicissimo perché un po’ nascosto tra gli intricati e bui vicoletti della Medina, ma quando finalmente troverete l’ingresso e varcherete la porta rimarrete assolutamente stupefatti… il fuori ed il dentro sembrano provenire da due mondi diversi! Si cena nel cortile interno in un’atmosfera incredibilmente suggestiva, alzate gli occhi sulle pareti altissime con preziosi decori ed intarsi e oltre, verso il cielo che si apre sopra di voi.

Cena a base di Tajine e Cous cous i piatti tipici ma qui declinati in varianti originali, di cui apprezzare i sapori, i profumi ed i colori.


Moschea Koutoubia

Dopo aver un po’ curiosato il movimento notturno di piazza Jemaa el-Fna percorriamo la via pedonale verso la Moschea più importante della città la Koutoubia; la sua costruzione dell’edificio religioso iniziò intorno al 1120 e con il suo minareto alto 69 metri che svetta nel cielo della Medina è considerata il tetto e punto di riferimento di tutta Marrakech. Purtroppo, come tutti i luoghi di culto, non è accessibile ai non musulmani. Ci accontentiamo di passeggiargli intorno.

Rientriamo al nostro riad per la notte, domattina sveglia presto e si parte per la seconda parte del viaggio verso il deserto del Sahara che vi racconterò in questo post dedicato.


Giorno 3

Dedichiamo alcune ore della mattinata a un po’ di shopping compulsivo prima di andare all’aeroporto per il volo di rientro verso mezzogiorno.


Cosa non siamo riusciti a vedere e che invece potrebbe essere interessante se avrete un po’ di tempo extra, o se non dedicherete tanto tempo a spulciare in ogni singolo negozietto come ho fatto io (per la gioia di Fede), è il Jardin Secret, le cui origini risalgono alla dinastia Saadiana ma che venne ricostruito nel XIX secolo e che si inserisce nella tradizione dei maestosi palazzi arabo-andalusi in Marocco. Troverete l’ingresso proprio nel bel mezzo del souk.


Altro pezzo mancante del nostro viaggio sono i Giardini Menara, la zona verde più famosa della città. La grande vasca artificiale attorno a cui si sviluppano i giardini fu creata nel XII secolo. Secondo la leggenda, questi giardini erano utilizzati dai sultani per i loro incontri romantici.


Consigli per gli acquisti

Non è facile dare consigli perché la varietà di oggetti acquistabili è pressoché infinita, perciò, tutto sta alle preferenze personali.


Vi posso dire che i tappeti sono un prodotto davvero must per il Marocco, vengono prodotti a mano dalle comunità berbere ed ebree e sono davvero bellissimi. Anche la lavorazione dei metalli io l’ho trovata splendida e originale. Ho acquistato uno specchio con cornice metallica, un vassoio vintage e alcuni barattolini tipo porta sapone. Il sapone nero e l’olio di hargan anch’essi prodotti tipici che qui troverete a buon prezzo così come anche le spezie. Volendo, se avete spazio sufficiente in valigia potrete acquistare la tajine in terracotta. Ma anche i prodotti in cuoio come ciabattine e borse, i lampadari, prodotti in legno intarsiato, bijoux. Oppure qualche leccornia culinaria come frutta secca o dolcetti arabi (noi ci siamo portati via un chilo almeno di datteri, succosissimi!)


Quello che posso dirvi però è che più tempo passerete nei souk più rimarrete frastornati dalla moltitudine di prodotti e dai venditori che cercheranno di ammaliarvi e rischierete di perdere la capacità di giudizio di quel che per voi vale la pena acquistare! CONSIGLIO! Suggerisco quindi di andare già con un’idea di massima di quali siano prodotti di vostro maggior interesse perché vi assicuro che il numero di negozi e banchetti è pressoché infinito…per la gioia dei mariti!


Che dire Marrakech mi ha stregata, in poche ore potrete essere catapultati in un sogno d’oriente dove tutti i vostri sensi saranno coinvolti!

Cosa non perdere assolutamente

  • Trascorrete almeno una notte in un tipico Riad all’interno della Medina

  • Pranzate, cenate o almeno prendete un tè alla menta in uno dei caffè sulle terrazze panoramiche

  • Perdetevi nel Souk e girovagate senza meta osservando la vita che vi scorre attorno

  • Provate l’esperienza di un Hammam autentico

  • Ascoltate il richiamo alla preghiera del Muezzin

  • Visitate i gioielli di architettura arabo-andalusa

  • Non perdetevi i giardini nascosti della città

  • Assaggiate la Tanjia Marrakchia, tipicità di Marrakech a base di carne cotta e servita in una giara

Info Utili

  • Volo Milano Malpensa - Marrakech con Easy Jet. Periodo: fine ottobre.

  • Cost voli: circa € 115 a persona, prenotando un mese prima.

  • Pernottamento in Riad di media categoria: 120 €/camera doppia con colazione.

  • Pasto in ristorante di medio livello: circa 30 € persona, il pranzo in un posto local costa invece pochi euro.

  • Gli ingressi di palazzi e giardini sono tutti a pagamento.

  • I taxi non sono costosi ma dovete concordare il prezzo anticipatamente.

  • Nel Souk contrattate sempre, il primo prezzo non è mai quello reale.

  • Sicurezza: la città è mediamente sicura, non ho mai percepito situazioni di particolare pericolo.

  • Alcuni accorgimenti: non vi addentrate nelle vie più isolate della Medina durante la notte perché la situazione è abbastanza labirintica. Non seguite mai chi si proporrà di aiutarvi a raggiungere un certo posto perché con ogni probabilità finirà per condurvi nel suo negozio o in quello di qualche conoscente per farvi acquistare qualcosa oppure vi chiederà dei soldi. Infine in piazza Jemaa el-Fna c’è davvero un gran via vai di gente quindi mi terrei stretta la borsa!

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