Torino elegante e inaspettata. Il mio primo blog tour
- Elena Balleri

- 19 ott 2023
- Tempo di lettura: 8 min
Aggiornamento: 11 nov 2023

Sai cos'è un blog tour?
Un blog tour è un tour tipicamente organizzato da un ente del turismo per la promozione turistica di un territorio.
Quello che vi racconterò qui è un blog tour formativo, realizzato da Turismo Torino e Provincia e dalla scuola di formazione dei blogger Elisa e Luca di Mi Prendo e Mi Porto Via, con la collaborazione dell’agenzia di comunicazione Happy Minds.
30 blogger in formazione hanno avuto accesso a questo vero e proprio bootcamp formativo, il Torino Happy Destination Travel Bootcamp. La vision dell’ente del turismo di Torino è “Torino the place to be”, e vi posso assicurare che ho vissuto esperienze che mi fanno davvero pensare che Torino è proprio il posto dove stare! E non solo, è anche il posto che “sta diventando”, la trasformazione da città storica a perfetto connubio tra l’antico splendore e l’innovazione del ventunesimo secolo!
In questa 3 giorni di trotto in giro per la città, tra frenesia per il programma serrato ed emozione per la grande esperienza che stavo vivendo (il mio primo travel blog tour!), ho avuto l’occasione di vedere una Torino insolita e diversa da quella che ero abituata a conoscere!
Cosa visitare in 3 giorni

Torino racchiude tante caratteristiche interessanti e che adoro: eleganza, moda, passato nobiliare che si assapora ad ogni angolo, reminiscenze di inizio secolo scorso, tante attività interessanti, una vivacità incredibile, un parco cittadino stupendo e ottimo cibo, tra cui alcuni tra i miei piatti preferiti della cucina italiana!
In questo city break scopriremo:
la Torino storica
la Torino da bere e mangiare e
la Torino tra arte e contemporaneità.
Che ne dite perdete la rotta con me per questa super esperienza?
Giorno 1: centro storico, Museo Egizio e buon cibo

Il ritrovo con i 30 content creators è in piazza San Carlo e precisamente da Domori store.
Ma cosa è Domori? Domori è un progetto nato nel 1993 da un’idea di Gianluca Franzoni che recatosi in Venezuela per affari scopre una varietà rarissima e quasi scomparsa di cacao, il criollo.
Decide quindi di imbarcarsi in questa avventura che lo conduce a preservare la biodiversità della fava di cacao criollo, ed altre varietà a rischio, e a fondare un’industria di cioccolato fine tra i più prelibati in commercio.
Lo store presenta oltre ad una selezione di attraenti cioccolatini realizzati con solo due ingredienti ovvero burro di cacao e zucchero di canna e ad un banco del gelato 100% vegan, anche un laboratorio dove settimanalmente si organizzano laboratori di cioccolateria tenuti dalla pastry chef, e degustazioni delle loro migliori selezioni di cioccolati in cui imparerete a riconoscere le note gustative. Insomma, il paese dei balocchi per gli amanti del cioccolato! Se passate in città dovete assolutamente farci un salto!

Procediamo con un giro del centro storico con la guida di Turin Tour. Una delle migliori caratteristiche di Torino è quella di avere un centro città molto raccolto e facilmente esplorabile a piedi. E’ una città veramente “a portata”!
Quindi esploriamo la zona di piazza San Carlo, il salotto aristocratico di Torino con il suo porticato, i caffè storici e il “Caval ëd Bronz”,la statua equestre di Emanuele Filiberto di Savoia, e, passando poi attraverso la galleria San Federico, un “centro commerciale” degli anni ’30 dotato addirittura di un parcheggio interrato, arriviamo alla enorme piazza Castello, con i suoi Palazzo Madama e Palazzo Reale a dominare tutta l’area circostante.
Da qui ci spostiamo giungendo alla galleria Subalpina, una seconda galleria commerciale datata 1874 in perfetto stile neo rinascimentale .
Questi “passage” in stile parigino sono l’elemento più adorabile per gli amanti del fascino storico come me; attraversarli è come fare un tuffo in un passato nemmeno troppo lontano quando personaggi dell’alta borghesia passeggiavano ammirando le vetrine o sorseggiavano una bevanda calda in uno degli storici caffè.
Giungiamo così in piazza Carlo Alberto dominata da palazzo Carignano con i suoi gioiellini interni: museo del Risorgimento e Parlamento Subalpino.
Si è fatta l’ora di pranzo e raggiungiamo l’agrihamburgeria nei pressi di via Lagrange, il M**Bun. Questo slow fast food, come si definisce, punta alla valorizzazione dei prodotti del territorio, con piatti semplici ma freschissimi. Qui ho assaggiato una tartare di carne cruda, un bel hamburger con carne di fassone piemontese e toma, e patatine tagliate a mano e rigorosamente non surgelate! Da provare per un pranzo veloce in centro!
Il programma del pomeriggio prevede un grande classico per un city break a Torino, il Museo Egizio.
Accompagnati da una delle curatrici, abbiamo esplorato i grandi saloni del secondo museo egizio al mondo come grandezza e ricchezza di reperti, dopo quello del Cairo, e il più antico del mondo dedicato interamente alla cultura nilotica.
I 3 piani dell’esposizione raccontano la storia della civiltà egizia partendo dal periodo predinastico, mentre al piano interrato viene raccontata la storia del museo.
CURIOSITÀ! Il museo nasce dalla collezione privata del console Bernardino Drovetti (8.000 reperti) poi venduta nel 1823 ai Savoia, che da centinaia di anni cercavano una legittimazione nel mitologico legame tra la città d Torino e l’Antico Egitto. Siamo nel periodo della “egittomania” che segue la scoperta della Stele di Rosetta e la traduzione dei geroglifici. La collezione viene alimentata poi dagli scavi archeologici degli egittologi italiani Schiapparelli e Farina che tra il 1903 e il 1937 portano a Torino circa 30.000 reperti.
Lascia sbalorditi notare lo stato di conservazione di alcuni oggetti (e corpi!) risalenti a 5000 anni fa! Per un tour completo e approfondito del museo ci vogliono circa 3 ore; qui più che mai è fondamentale ascoltare l’audioguida disponibile gratuitamente tramite web app sul cellulare (più info qui)
DA SAPERE Per il bicentenario del 2024 verranno eseguiti lavori di rinnovamento, che modificheranno la struttura del museo introducendo tra le altre novità alcune sale immersive e la possibilità di visitare gratuitamente il tempietto di Ellesija donato alla città piemontese dallo stato egiziano per il contributo prestato durante il salvataggi dei templi nubiani durante la costruzione della diga di Assuan.
Siamo sul finire della giornata e per l’ora dell’aperitivo siamo invitati presso il Circolo dei Lettori; a palazzo Graneri della Roccia, edificio seicentesco, questo circolo ad accesso libero, ospita spazi per la lettura, un iconico bar, il Barney’s, e sale per eventi privati.
Qui proviamo la Extra Vermouth Experience, un format di degustazione ideato da Turismo Torino che nasce dalla volontà di fornire un’alternativa tutta torinese al classico Spritz, dando spazio al vino aromatizzato che nasce proprio in questa città nel 1786.
Con 18 € potrete assaggiare 3 vermouth in purezza o mixati in cocktail originali e degustare 5 di piatti tipici di cui uno dolce. Sul sito del Turismo di Torino trovate i 20 locali aderenti all’iniziativa.

Si chiude la giornata con una cena nel quartiere più modaiolo, il Quadrilatero Romano; la zona recentemente riqualificata è sempre affollata da torinesi e turisti in cerca di ottimi locali per cena e dopo cena. Noi ci fermiamo alla Vineria Tre Galli , un ristorantino con l’atmosfera da bistrot parigino, dove i piatti della tradizione vengono reinterpretati in modo creativo: non posso non ordinare agnolotti al sugo di arrosto e vitello tonnato! Grandi classici piemontesi ma qui cucinati in maniera superlativa!
Per la notte si resta in zona alloggiando all’NH Santo Stefano, hotel 4 stelle, centralissimo a due passi da piazza Castello. L’hotel ha una struttura davvero particolare, tutta in mattoni rossi, che richiama l'adiacente porta Palatina, è dotato di molti servizi tra cui un giardino interno, una terrazza panoramica, reception h24 e una colazione faraonica; inoltre ha un bar interno e il bistrot del ristorante gourmet La Pista; infine per il business ci sono sale conferenze con capienza modulabile. Si definisce un hotel sia business che leisure ed in effetti ha tutto ciò che serve per entrambe le occasioni d’uso!
Giorno 2: mezzi di trasporto alternativi, Casa Martini e spazi industriali

Saltiamo in sella per un tour in E-bike, proposto da Turin Bike.
La E-bike è un ottimo modo per esplorare la città in modo veloce e pratico, sul sito trovate tutte le modalità di noleggio. Noi eravamo accompagnati da una guida che ci ha fatto conoscere la Torino “romana” o quel che ne resta, partendo dalla Porta Palatina unica costruzione dell’epoca rimasta integra.
CURIOSITÀ! Dell’eredità romana resta il nome derivante da taurus che in celtico significa montagna, tramutato poi nel latino taurus, toro, divenuto nome e simbolo della cittá; ma resta anche la struttura cittadina che da buon castrum romano è attraversata da strade dritte e perpendicolari, a formare una scacchiera.
Con la e-bike si possono anche raggiungere con pochissimo sforzo luoghi più distanti come il parco del Valentino, una fantastico parco pubblico cittadino attraversato dal fiume Po e il Monte dei Cappuccini, tappa imperdibile da cui apprezzare Torino dall'alto. La vista sul suo simbolo distintivo, la Mole Antonelliana, é davvero super!
Dopo questo ultimo sforzo, é l’ora di pranzo che gustiamo da Antonio Chiodi Latini.

Ma voi avete mai provato un ristorante vegano? Lo ammetto io no.....pensavo fosse noioso! Invece è stata una delle esperienze culinarie più interessanti che io abbia mai provato! Lo chef si definisce il cuoco delle terre, propone piatti vegetali con preparazioni complesse, studio dei sapori ed un’estetica ammaliante! Se volete vedere come lavora lo chef recatevi un Via Antonio Bertola, 20/B, la cucina è a vista ed in vetrina!
Ma la giornata non finisce qui e saltando su un pulmino di City Sightseeing che effettua il servizio di navetta verso Pessione, raggiungiamo in circa 30 minuti niente di meno che Casa Martini! Qui ha sede lo stabilimento produttivo dell’iconico drink, nello stesso luogo dove tutto ebbe inizio, oltre al museo che racconta la storia di questo successo imprenditoriale.
L’incontro fortunato dei suoi fondatori Alessandro Martini e Luigi Rossi dona i natali al drink, rendendo il vermouth torinese famoso in tutto il mondo. La ricetta segretissima è un mix perfetto di vini piemontesi, zucchero e fragranze aromatiche (circa 20 in ogni tipologia di Martini). Vi posso solo dire che quella che non può mai mancare è l’artemisia!
Oltre all’azzeccata ricetta, la vera popolarità deriva da un’azione di branding senza precedenti, in primis superando il concetto di “vermouth” e sostituendolo con un nome iconico che ha distaccato il brand da tutti i produttori concorrenti!
DA SAPERE Casa Martini propone una serie di esperienze immersive, in cui potrete mettervi alla prova come dei veri master blender. Io per esempio ho provato la Vermouth Class in cui un Martini Ambassador mi ha insegano a preparare la mia ricetta personalizzata di Vermouth! Scegliete e prenotate la vostra Martini Experience!
Si rientra in centro città, stavolta alle Officine Grandi Riparazioni, una ex officina ferroviaria, oggi spazio riconvertito ad officina delle idee e ad hub di innovazione per le imprese. Questi immensi spazi industrial chic sono perfetti anche per eventi e cene. Noi siamo stati ospiti di Snodo, il caffè e ristorante di OGR e abbiamo assaggiato un’ottima cucina a base di pesce.
Giorno 3: Industria, arte e natura
Il terzo ed ultimo giorno è il momento giusto per allontanarsi un poco dal centro fino al quartiere del Lingotto. E cosa vi dice Lingotto se non FIAT?!
Quando la produzione della storica casa automobilistica fu spostata in zona Mirafiori, il complesso fu riconvertito in un centro polifunzionale. La vera meraviglia però la si trova sul suo tetto. E se vi dicessi orto botanico, arte contemporanea, architettura, pinacoteca e una pista con curve paraboliche in uno stesso posto?
Eh si, sul tetto del Lingotto la Pinacoteca Agnelli e la Pista 500 ospitano tutto questo.
Su progetto dell’architetto Renzo Piano, lo “scrigno” custodisce la collezione privata di Giovanni Agnelli con opere che vanno da Canaletto a Picasso, passando per Manet, Modigliani e Renoir; ma non è tutto, all’esterno, ai margini della pista in origine utilizzata per il collaudo delle nuove vetture, troviamo un giardino pensile, il più grande d’Europa, con oltre 40.000 piante ed affascinanti ed illuminanti installazioni di arte contemporanea.
A corollario di questo progetto che unisce storia industriale italiana, arte e natura, il ristorante gourmet La Pista di chef Fabrizio Tesse (3 stelle Michelin) e il Fiat Cafè 500.
Il mio blog tour finisce qui! Che dire, oltre all’incredibile esperienza formativa, ho scoperto una Torino insolita e particolare che ha saputo valorizzare il suo passato fondendolo con innovazione e modernità, dimostrando che antico non significa noioso e che elegante non significa antiquato!
Torino conserva un fascino d’altri tempi senza eguali ma dalle proprie radici ha saputo sviluppare nuovi rami sempre più interessanti!
Cara Torino tu sei senza dubbio “the place to be”!
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Super! Ho trovato uno spunto per un weekend a Torino ed informazioni precise e dettagliate!😊